Scrive Ginevra: Quest’ultima settimana si prospetta bene, anzi benissimo: abbiamo un nuovo buttadentro, Cristiano, che è un attore dell’Accademia Carlo Goldoni appena diplomato, su cui riponiamo enorme fiducia; ed è tornata la nostra maschera preferita, Elena Ruele. Ed è tornato anche il nostro Gianfranco!
Io sento già un po’ di malinconia, questo mese è volato, e non mi sembra vero che siamo già all’ultima settimana.
Oggi vengono a vederci Marinella, e Renato Gatto, da poco ex-direttore dell’ATV di Venezia. Abbiamo 11 prenotazioni, e Cristiano riesce a tirar dentro altre 15 persone. In totale siamo 26 stasera, fra cui un certo numero di francesi. E quindi mi gaso. Si sente che siamo emozionati all’inizio, io ho il respiro quasi in gola durante i turisti.
Nel ballatoio sono colpita dall’energia e la carica con cui i miei tre marinai prescelti lanciano le corde, prendono addirittura la rincorsa!
Il lazzo entusiasma e diverte molto, l’applauso parte immediatamente, e così cavalchiamo questa bellissima energia, e quasi senza soluzione di continuità passiamo al momento del play col pubblico. Anche stasera un po’ di persone si offrono volontarie: Andre organizza il gruppo dei francesi, il gruppo degli inglesi, e quello degli italiani.
Durante il pezzo sul Goldoni succede una cosa meravigliosa, mai accaduta prima: quando arriva il momento di dedicare al pubblico “La locandiera” tutti (ma proprio tutti) esultano in un “wuuuuhuuuuuu”. Una vera dinamica da concerto!
Penso che ogni giorno riusciamo a sviluppare un ascolto del pubblico, e riusciamo a tenerlo. Secondo me, giorno per giorno, stiamo riuscendo a capire e a gestire sempre più efficacemente come non fare mai cadere l’energia, come raccoglierla e trasformarla, come stare in ascolto del pubblico, e come accompagnarlo in queste transizioni. E con una fluidità sempre più pregevole. Tant’è vero che il momento in cui dobbiamo far alzare gli spettatori dalle poltrone per condurlo in foyer, ci riesce meno faticoso, e c’è una reattività, una prontezza, una disponibilità nel continuare a seguirci, ad affidarci a noi.
E c’è sempre tanta gratitudine alla fine, che (non ci posso fare niente) continua a commuovermi. C’è chi a volte sembra non riuscire ad esprimersi a parole, ma parla con gli occhi.
Spesso mi dicono che rimangono colpiti e ammirati dalla nostra energia, dalla nostra tenuta, dal fatto che si vede che ci divertiamo, e dalle nostre acrobazie linguistiche (ecco che le acrobazie in qualche modo le abbiamo tirate fuori!).
“Non vorremmo più andarcene, abbiamo ancora voglia di ascoltarvi e imparare assieme a voi”, “spectacle pétillant” (frizzante), “nous sommes émoustillés” (eccitati; termine che peraltro non conoscevo, ho imparato una parola nuova, yey). Basta, mi taccio. Ho scritto anche troppo, mi sta dicendo Andrea 😉
Scrive Andrea: E’ venuta Marinella a vederci!!!!!!!!!!
Immaginavo che avere Cristiano come buttadentro avrebbe fatto la differenza. Ma ha superato ogni aspettativa. Diocristo ci voleva così poco?!
Quando entriamo in foyer poco prima di cominciare, è già pieno di gente. Una coppia di svizzeri mi sequestra iniziando a fare domande sulla mia e nostra biografia, la scuola che abbiamo fatto e il sistema teatrale nazionale.
Marinella si prepara a filmare tutto il filmabile, alla fine della giornata avremo un sacco di materiale video BELLISSIMO <3 grazie Mari
Il pubblico di stasera è “petillant”, frizzante, come dirà un ospite francese a Ginevra commentando lo spettacolo. Fin dall’ingresso in sala prove si godono incuriositi la passeggiata per Venezia, facendo domande e foto, qualcuno balla Mozart. I turisti divertono, e noi per primi ce li godiamo, ispirati dall’allegria del pubblico. Il momento del ballatoio è sempre magico, tutti ne parlano alla fine dello spettacolo. Io riesco a vivermelo fino a un certo punto, ma so che si tratta di un’esperienza unica e non c’è niente da fare: quando sono in tanti, tutto acquista quella qualità di “pieno” di cui un evento come il nostro può trarre moltissimo. Il lazzo va sempre meglio, giochiamo, siamo disponibili verso gli imprevisti, il pubblico resta impressionato. E poi c’è il momento del palcoscenico: un sacco di gente si propone, io un po’ mi preoccupo, ma trovo subito la soluzione: dividere i gruppi per lingua. E facciamo la performance! Tanta emozione, e quando le luci della sala si accendono, il WOW. Alla fine del Goldoni, una signora si alza in piedi. Oserei dire “scopare”.
Dice l’ex-direttore Renatone che lo spettacolo è bellissimo e funziona un sacco, che noi “teniamo un sacco”, che è molto contento. Ebbravo René! Ebbravi i Cosi!
